LA MIA MARCIALONGA…

LA MIA MARCIALONGA…

Ci siamo, ore 6.00 come tutte le mattine suona la sveglia, l’Inno al Trentino, che ormai da tempo da il via alle mie giornate divise tra lavoro, famiglia e duri allenamenti!! Ci siamo, “la domenica”, quella tanto attesa domenica è arrivata.. Ci siamo, si ci siamo!!!
Colazione come sempre, nulla di strano, ma la che mi aspetta sopra la tuta da gara oggi c’è qualcosa di diverso, sotto certi aspetti unico, il nr.78 (…tra l’altro il mio anno di nascita), il pettorale della MARCIALONGA!!
Mi vesto e prima di indossarlo sento qualcosa dentro…
Oggi mi porti fortuna, andiamo ..zzo!!”

Sereno come forse mai a pochissimo dallo start, consapevole di attraversare un buon periodo di forma, anzi le sensazioni dei giorni prima era quelle giuste, quelle aspetti da tempo e che speri arrivino al momento giusto, con gli altri ragazzi del Team Xcalibur-Lillsport saliamo in macchina, direzione Mazzin..
L’atmosfera al Parterre e’ quella solita, tutti pronti per affrontare un’altra volta questa splendida avventura, l’agitazione si percepisce dagli sguardi che incroci in quegli ultimi minuti d’attesa, gli amici che ti fanno “l’in bocca al lupo”, tutto è pronto, la neve e la pista in perfette condizioni, …ci siamo….!!!
Un buon riscaldamento di una quarantina di minuti, qualche accelerata per mettere a regime il motore e le braccia ma non più di tanto, mi sento leggero e soprattutto senza particolari tensioni, non serve altro!
Entro in griglia e la in terza fila c’è la tabellina con il 78, appoggio gli sci e come sempre do un bacio ad un cuoricino che ho disegnato su tutti i miei sci da gara con dentro le iniziali delle mie due bambine e di mia moglie, via tutto, coprituta, guanti pesanti, borracce,etc.. e infilo i lacci dei bastoni controllando e ricontrollando lo strap… chiuso per bene, chiudo gli attacchi, due scalciate di controllo, ok!!!
Si abbassa la mano del giuduce di partenza e si alza quella del Presidente Angelo Corradini con la pistola dello start in mano, silenzio, totale silenzio, quasi irreale (..credo che mai come in quel preciso istante Angelo abbia così tante persone che lo fissano..)!!!

VIAAAAAA!!!!!

Per la 44^ volta è partita la Marcialonga di Fiemme e Fassa!!!

Il silenzio si trasforma in bastoni che incidono con uno stridulo sempre più forte la superficie della neve, in un fruscio che producono gli sci dentro i binari, nel rumore del gruppo che si muove!!
Un po’ di attenzione, tutti vogliono immettersi per primi nel restringimento dopo poche centinaia di metri, ma tutto fila liscio e i “treni” sui due binari iniziano a sfrecciare subito ad alta velocità verso Canazei.
Quindicesima, forse ventesima posizione, benissimo, i big sono tutti la, e davanti subito i loro gregari a scandire il ritmo che però non sembra forsennato anche se molti erano già belli tirati in volto, gli sci “scappano via” sotto i piedi, ottimo tutto sembra abbia preso la giusta direzione!
Appena si intravede l’abitato di Canazei però il ritmo si alza decisamente, c’è il Traguardo Volante valevole per la classifica a punti che assegna il pettorale verde, i soliti nomi li davanti a sprintare, ma i big sono sempre tutti li, Gjerdalen, Eliassen, Dahl, Kjolstad, Aukland, tutti li a vista e quindi rimaniamo qui, stiamo tranquilli non importa fare lo sprint, tutte energie preziose risparmiate che serviranno col passare dei kilometri, e iniziamo a scendere a forte velocità lungo la Val di fassa, sempre li nella pancia del gruppo sulle code di Kjolstad e a fianco di Dahl, perfetto, gli sci fanno il loro dovere ed io mi sento benissimo!!
Attraversiamo i paesi Fassani senza nessun tipo di problema, adesso mi trovo un po’ piu avanti, circa in decima posizione, mi giro e vedo sempre tutti i favoriti li, concentrati e consapevoli che li davanti a “tenere la corsa” ci sono i loro fidati..
Passiamo Pozza e giù verso la prima, e forse unica, vera asperità dei primi 30 kilometri, lo strappo di Soraga. A circa un km dall’inizio della salita vedo i due “panettieri” Dahl e Kjolstad che si spostano sull’esterno e si parlano.. in quel momento ero perfettamente lucido e mi sono fiondato sulle loro code…
questi sulla salita partono“…
e così è stato!!! Potente accelarata, ma non mollo un centimetro e mi faccio “tirare su” per quella durissima rampa, scolliniamo ma a differenza di altre volte in quel punto, che richiede un ulteriore sforzo nel successivo tratto di piano e falsopiano, non sono al “gancio”, mi sento ancora tonico! mi giro e vedo un buco…
alla grande, stai qui non mollare un millimetro che questi ti portano via.. ,
siamo in 7/8, ci sono almeno un paio di pretendenti alla vittoria, ottimo!!! A quel punto mi rigiro, il vantaggio cresceva e ad altissima velocità scendiamo nell’abitato di Someda e ci immettiamo nella discesa che porta nel centro di Moena……
CRACK!!! quel rumore che non vorresti mai sentire…
nooo ..zzo,noo, mi sono spezzato un bastone, nooo, tutto da solo.. che cog..one…
Mi è crollato il mondo addosso ma nel contempo ho cercato di stare calmo, con la speranza di trovare quanto prima qualcuno che me lo sostituisse, ho provato a spingere ugualmente ma con gli ultimi 30 cm del bastone destro persi per strada non era semplice e chiaramente in poche centinaia di metri ho perso le code del gruppetto di fuggitivi…. Per fortuna poco dopo essere risaliti dal fiume all’uscita di Moena ho visto con la coda dell’occhio Enrico Nizzi, atleta in forza all’Esercito, che ha avuto la brillantezza di passarmi al volo un suo bastoncino anche se era un altro sinistro… ma non importava bastava avere qualcosa per spingere… e in pochi metri in qualche modo sono riuscito ad infilarlo ugualmente nella mano destra..
..dai, dai, l’ho salvata, sono nel gruppone, va benissimo così, non mollare.. ….
Qualcosa però non funzionava più come prima, facevo fatica a stare sulle code degli altri, fatica, troppa fatica…
un paio di kilometri e purtroppo ho capito il motivo… Arrivavano da dietro e mi superavano come nulla fosse, eppure stavo “menando” a tutta, qualche buonanima mi dava dei belli spintoni quando si formava quel maledetto “buco” tra me e quello davanti dopo ogni piccola discesetta… Gli sci mi hanno abbandonato, non li sento nemmeno “lontani parenti” rispetto a pochissimi kilometri prima!!!
Continuavo a ripetermi
…tieni duro, non mollare che forse al sole tornano ad andare.. !!!!
ma non cambiava nulla, li sentivo sempre peggio e non riuscivo piu a rifiatare nemmeno un metro..
Non so come ma arriviamo a Predazzo, sempre piu impiccato, sempre meno lucido e sempre più affaticato, entriamo all interno della Scuola Alpina della Guardia di Finanza, (casa mia…dove lavoro), ma non sono riuscito a vedere nessuno…. il cono d’ombra si stava chiudendo davanti ai miei occhi ma non ho mollato, ho stretto i denti ancora di più per un solo motivo….
La gara è andata, non posso continuare in queste condizioni devo rallentare ma non prima di passare sotto il ponte all’uscita di Predazzo, non posso…. li c’è sempre la mia bambina che mi aspetta, e quest anno aveva pure un campanaccio per farsi sentire dal suo papà,
…devo tener almeno fino a li, gliel’ho promesso! vedrai che passo con i primi…
C’era, non so forse se la sentiva, ma l’ho vista con la coda dell’occhio, ferma immobile e per un istante ho incrociato il suo sguardo……aveva capito tutto!! non potevo mancare alla mia promessa, ma non ce la facevo davvero più…In quel momento mi sono mancati un paio di respiri e mi si sono gonfiati gli occhi ma finchè mi vedeva ancora non potevo staccarmi…
Non ho fatto credo più di 500 metri ancora ed ho visto inesorabilmente le code degli ultimi del gruppo allontanarsi sempre di più, e un po’ alla volta mi sono arreso!!

Il resto della mia Marcialonga è stato un calvario a livello emotivo, purtroppo il 78 non mi aveva portato bene!
Mi sono accodato ad un gruppetto che viaggiava tra la 35^ e la 40^ posizione, piazzamento di tutto rispetto sia chiaro, ma con la consapevolezza di aver sprecato un altra occasione d’oro per riassaporare quella fantastica sensazione di entrare nella top ten, o almeno di potermela di giocare fino in fondo!!

Per fortuna il tifo e il calore della gente soprattutto lungo i tornanti della mitica “Cascata” mi hanno spinto e portato fino a quel tanto agognato traguardo di Cavalese!!

Ho dato tutto anche questa volta, forse anche di più, lo dovevo a me stesso, alla mia famiglia, al mio Team, agli skimen che nonostante sia andata così hanno fatto un lavoro incredibile e sicuramente hanno dato il 100% per mettermi nelle condizioni ideali, lo dovevo a chi mi ha fatto crescere a livello sportivo e se gli appassionati conoscono Bruno Debertolis gran parte del merito va a Lei, “LA” Granfondo, lo spettacolo sportivo sugli sci stretti più bello del mondo LA MARCIALONGA….

Devo ringraziare l’amico e affezionato di double-poling.com Marcello, che ha richiesto a granvoce il racconto della “mia Marcialonga”, non avevo intenzione di scrivere nulla per non cadere nella retorica di chi si attacca a scuse di sorta!
Spero sia stato di vostro gradimento e spero anche che questo mio racconto vi abbia almeno fatto rivivere la “Vostra Marcialonga”

GRAZIE!!!!

26 thoughts on “LA MIA MARCIALONGA…

  1. Grazie a te Bruno del racconto meraviglioso. Mi sono emozionato a leggerlo.. Anche io sono un papà che fa sci di fondo lontano anni luce dalle tue prestazioni, ma posso dirti con certezza che per le tue piccole sei tu il vincitore della Marcialonga così come di tutte le altre gare. Forza papà Bruno. Facciamo tutti il tifo per te.

    1. Grazie Marco, come tutti i papà cerco anch’io di trasmettere passione per qualcosa ai miei figli.. se vorranno seguire i miei passi io sarò lì ad aiutarle, se così non fosse, poco male, spero però di lasciare in eredità certi valori che nella società d oggi solo lo sport può dare grazie ancora e continua a seguirci

  2. GRANDISSIMO Bruno!!!! Il tuo racconto mi ha portato a vivere da dentro la tua gara, hai dispensato emozioni,passione con lo spirito vero e giusto di chi vive una sport in modo totalizzante ma non con fanatismo e lo dimostra la completa attenzione alla famiglia, in un racconto quasi commosso e che commuove BRAVO! le prossime gare e le marcialonghe future porteranno ancora tante emozioni e soddisfazioni e sono sicuro che molte saranno anche per te.
    Un abbraccio e continua a portarci in giro per il mondo in queste “favole” che sono le competizioni di sci di fondo.
    A presto Marcello

    1. Ti ringrazio Marcello, soprattutto per avermi dato lo spunto di rivivere quelle emozioni.. mentre scrivevo mi chiedevo se continuare, se pubblicare la mia Marcialonga… Ci sono riuscito e mi fa piacere aver dato qualcosina agli altri concorrenti che forse, almeno spero, hanno in qualche modo rivissuto la loro.. grazie ancora e continua a seguirci

    1. Grazie a te Alessandro è anche grazie al vostro affetto, che in ogni occasione mi dimostrate, se tengo duro e provo a portare in alto i veri valori che regala il nostro sport…
      Grazie!!!

  3. Ciao Bruno, so per certo che il giorno dopo la marcialonga, pur stanco e deluso, la sveglia è suonata alle 6.00 e hai ripetuto gli stessi gesti di ogni giorno, inconsciamente pronto e proiettato verso i nuovi impegni sportivi, verso la famiglia ed il lavoro e soprattutto verso la MARCIALONGA n. 45.
    Che la forza sia con te……. e spero di incontrarti su qualche pista.
    Alessandro

    1. Grazie delle belle parole Alessandro, hai colto nel segno…. Non riesco a farne a meno, è più forte di me, la passione non la cancelli con una gara andata male, i sogni non si spengono dall oggi al domani per una giornata non conclusa come te l aspettavi.. Non si molla, ci sono davanti ancora due mesi di “battaglie”..
      Ciao a prestissimo , mi raccomando…stay tuned e buon double poling …come sempre!!

  4. Emozionante, grande Bruno. Fra le altre cose vedo un tuo futuro come scrittore !!!
    Intanto non mollare che la stagione puo’ riservarti ancora grandi emozioni. Noi facciamo sempre il tifo per i duri !!

    Ciao ed a presto
    Angelo

    1. Grazie Angelo, le parole quando descrivono emozioni vengono da sole.. Mi rende orgoglioso che siano recepite da chi legge, nello stesso modo in cui le sento io..
      Grazie ancora a presto

    1. Ti ringrazio Walter, non è sempre facile esternare le proprie emozioni, soprattutto quando parlano di te stesso… Grazie e continua a seguirci

  5. Grande classe anche con la tastiera sei un grande come a double poling ???? complimenti soprattutto per la tua tenacia non molli mai

    1. Grazie mitico, quando parli di quello che ami fare, anche se non sempre ti rende quello che dai, diventa facile trovare le parole…
      Mi fa molto piacere che i super appassionati come te abbiano recepito quello che veramente ho provato..
      Ciao vecio a presto?

  6. Un uomo che sa cosa significa vivere nello sport e per lo sport con i valori che esso trasmette può compiere grandi imprese. Questa lo é comunque stata e tua figlia ti ricorderà sempre come il papà che non molla. Con stima. Johnny

  7. Grande Bruno , come sempre…
    Anche se non eri dove avresti voluto essere hai fatto comunque un garone e riesci sempre a dare emozioni.
    Bravo

  8. Grazie per il tuo emozionante racconto! Mi ha proiettato con l immaginazione li vicino a te nella bagarre della gara!

    1. Grazie a te Tiziano, il mio intento era proprio questo, sono contento che molti siano riusciti a rivivere la mia e la loro Marcialonga!
      Ciao e continua a seguirci

  9. Grande Bruno ottimo commento anche nei particolari me lo a fatto leggere il Moreno perché io e la tecnologia non abbiamo un ottimo feeling in bocca al lupo per le prossime gare salutami la Svezia quando vai su noi abbiamo tanta nostalgia saluti dal team re di Svezia

    1. Ciao Renzo, mi fa piacere ti sia piaciuto.. la Svezia te la saluto volentieri e come sai le porte sono sempre aperte per i vecchi amici e compagni di avventure.. ciao a presto

  10. Ho scoperto il tuo blog solo un’ora fa, quasi per caso, mentre guardavo un video YouTube sulle paraffine/scioline consigliate per la Marcialonga 2017.
    Bellissimo racconto Bruno! Sono seduto sul divano ma mi hai fatto salire le pulsazioni a 180 sullo strappo di Soraga! Mi sa che adesso uscirò per una corsetta defaticante…
    Io mi sono sempre accontentato di arrivare sul rettilineo di Cavalese, ma chissà, sfruttando i consigli del tuo blog, magari l’anno prossimo riuscirò anche a stare sotto i primi 5000… :-))
    Non è avvincente come il tuo racconto ma ho scritto anch’io qualcosa sulla mia Marcialonga. Questo è il link:
    http://totalmentesuperfluo.blogspot.it/2017/02/marcialonga-201744-il-racconto.html?m=0
    Un caloroso saluto.
    Maurizio Bonfanti

  11. Grazie Maurizio, sono felice di aver colto un aspetto avvincente della “mia Marcialonga”..
    Mi auguro che i nostri consigli aiutino te e tanti altri appassionati a cogliere “il bello” del nostro meraviglioso sport e soprattutto a divertirsi facendo fatica..
    Ciao a presto e buon double poling

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